1 PIANTA MORA PRECOCE SENZA SPINE

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1 PIANTA MORA PRECOCE SENZA SPINE
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PIANTA DI 1 ANNO IN VASO altezza circa 30/40 cm, attecchimento garantito, etichetta singola con foto e consigli di impianto. Frutti già nel primo anno di impianto.

LA MORA PIU' PRECOCE, MATURA A FINE GIUGNO

Come il lampone, anche la mora appartiene alla famiglia delle Rosacee ed al genere Rubus, specie fruticosus. È diffusa spontaneamente in tutta l’Eurasia e in America.

Scelta delle varietà Le varietà più diffuse sono quelle senza spine selezionate nel nord-est degli Stati Uniti che hanno un portamento semi-eretto dei polloni: Thornfree, Smoothstem, Blacksatin, Hull, Chester Thornless sono le varietà più diffuse e tradizionali.

La pianta di rovo ha un sistema radicale relativamente superficiale e di tipo fascicolato, che costituisce la parte perenne della pianta.

Dalle radici si possono raramente sviluppare i polloni radicali, ma generalmente i migliori polloni si sviluppano dalla base del ceppo. I nuovi getti crescono vigorosamente, in certe varietà anche fino a 3 metri; è opportuno in autunno cimarli a 180 cm, lasciandone 3 per ceppaia.

Questi polloni, a primavera, sviluppano da ogni gemma un rametto orizzontale che porta da 10 a 20 fiori composti che danno luogo a un frutto (bacca) composto da numerose drupeole.

A fine anno i tralci che hanno fruttificato seccano: il rovo, al pari del lampone a fioritura unica, è pertanto una tipica pianta biennale.

Il rovo è meno esigente del lampone: la sua rusticità permette di coltivarlo in tutti i tipi di terreno, anche se i migliori risultati si ottengono in terreni leggeri ed aereati, organici e ricchi di humus, leggermente acidi (pH ottimale 6,2-6,5).

Esigenze climatiche, esposizione Più delicato è invece il rovo rispetto al clima: la forte crescita dei polloni fino ad autunno inoltrato li rende più sensibili alle gelate autunnali precoci.

La fioritura tardiva, al contrario, non determina i fiori a pericoli di danni per gelate tardive di primavera.

Grazie a questa rusticità il rovo è la pianta ideale per creare filari o spalliere sui bordi dei giardini, meglio se lungo i muri di recinzione.

Impollinazione Tutte le varietà sono autofertili e possono quindi essere coltivate da sole; l’impollinazione è entomofila, quindi promossa dal volo delle api e dei bombi, che visitano volentieri questi fiori.

La lavorazione del terreno La lavorazione del terreno deve essere fatta con suolo asciutto, altrimenti è meglio limitarsi a realizzare un cumulo rialzato di terra, che andrà possibilmente pacciamato con corteccia, telo intrecciato o polietilene nero. La pacciamatura organica (corteccia, paglia in ragione di circa 1 kg per mq per una larghezza di 80 cm) deve essere rinnovata ogni 2 anni.

Concimazioni di fondo Come tutte le piante del genere Rubus, il rovo ama i terreni ricchi di humus: si raccomanda di incorporare nel terreno da 4 a 8 kg a mq di letame maturo e di terriccio ben compostato, assieme a 40 grammi/mq di concime minerale complesso.


La coltivazione in vaso
Il rovo può essere coltivato con buoni risultati anche in un vaso di almeno 30 litri di torba o terriccio leggero a pH 6,5, alimentando poi la pianta con la fertirrigazione se presente oppure con la distribuzione primaverile di concime complesso a lenta cessione (tipo “Osmocote”, Nutricote” ecc.) a 8-9 mesi.

L’impianto
Utilizzando piante cresciute in vaso la messa a dimora può avvenire praticamente durante tutto l’anno.

Impianto di irrigazione Per evitare muffe sui frutti, nel rovo è consigliabile escludere l’impianto a pioggia o per aspersione, preferendo invece un impianto a goccia o una manichetta forata posata sul terreno o sotto la pacciamatura, meglio in doppia fila, 30 cm all’esterno delle piante.

Sostegni e palificazione È necessario sostenere i tralci produttivi del secondo anno, come pure è opportuno contenere i nuovi polloni e indirizzarli verso l’alto.

La potatura estiva
Si lasciano 3 nuovi polloni per pianta, che in autunno verranno cimati a 180 cm.

Invernale

Si eliminano i tralci che hanno prodotto, si legano ai sostegni i nuovi polloni che si cimano a 180 cm; i cui getti laterali, se esistenti, si accorciano a 3 gemme.

NB: tutte queste indicazioni sono valide per le situazioni di terreno, di clima e di umidità più comuni in Italia, ma ci possono essere numerose situazioni particolari.

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